Come dicevo poche righe (e circa un anno) sotto, l'autunno e questo piccolo blog vanno molto bene insieme.
Saranno le domeniche pigre, e quella di oggi accidenti se lo è/stata, saranno i vapori delle tisane o i profumi delle caldarroste, ma ogni anno i mesi degli alberi rossi sono pieni zeppi di post, controbilanciando così un desolante silenzio proveniente dai mesi più caldi, durante i quali è del resto abitudine del sottoscritto andare a zonzo beato ad abbronzare le chiappe.
(Che poi, a proposito di sederoni bronsé, credo che ormai i tempi siano maturi per mettere in pratica una voglia di libertà che mi ronza in testa da anni, ma questo è tutto un altro discorso).
La frenetica attività autunnale è d'altra parte giustificata dal fatto che ottobre pare proprio essere il mese in cui si concentrano i più grandi cambiamenti nella vita di una villasantese, e quest'anno non sarà da meno.
Al contrario di quanto fatto un paio di volte in passato, ottobre quest'anno non mi demoralizzerà al punto di spingermi all'emigrazione, a scappare dal grigio e dalla nebbia.
No.
Quest'anno il caro ottobre, con i suoi contratti ed i suoi amici, mi spingerà ad andarci incontro a bocca aperta.
Fino alla sorgente.
La sorgente dell'assenza di colore.
Sto arrivando, metropoli.
Hi-Fi Me
.Vita e pensieri di un italiano medio.
30.10.11
15.10.11
27.9.10
Chissà perché, ogni anno.
Puntuale come le zanzare, il caro autunno porta con sé un calendario piuttosto fitto di concerti, concertoni e concertucoli, che aumentano di attrattiva in maniera proporzionale all'imbruttirsi della stagione.
Perché non c'è in fondo nessuna ragione al mondo che renda interessante una fila in maglietta, una felpa lasciata in macchina, un'escursione termica dentro / fuori di 50-60°C se non il fatto che, in fondo, non c'è niente di meglio da fare.
Ed è così che, anche quest'anno, il buon Miki si prepara ad affrontare al meglio lunghe uggiose umidicce serate, aspettando sereno la prossima primavera.
Avendo perso due icone del mondo indie-frociazzo come Kate Nash (sconfitta da una burrosa polenta di mezzogiorno) ed un'acusticissima Joanna Newsom (sacrificata volentieri al ritorno coi calabroni di Casate) ecco cosa prevede il menù dei prossimi due autunnosissimi mesi:
# Mercoledì 29 Settembre - Pendulum @Magazzini Generali.
# Sabato 16 Ottobre - Hayseed Dixie @Bloom.
# Domenica 24 Ottobre - Danko Jones @Tunnel.
# Venerdì 5 Novembre - Dente + Luci della Centrale Elettrica + Perturbazione @Teatro dal Verme
# Venerdì 19 Novembre - Xavier Rudd @Bloom.
# Sabato 20 Novembre - Perturbazione @Tambourine.
# Venerdì 26 Novembre - Brunori Sas @Bloom.
Siete tutti invitati.
Sarò quello a bordo pista.
Perché non c'è in fondo nessuna ragione al mondo che renda interessante una fila in maglietta, una felpa lasciata in macchina, un'escursione termica dentro / fuori di 50-60°C se non il fatto che, in fondo, non c'è niente di meglio da fare.
Ed è così che, anche quest'anno, il buon Miki si prepara ad affrontare al meglio lunghe uggiose umidicce serate, aspettando sereno la prossima primavera.
Avendo perso due icone del mondo indie-frociazzo come Kate Nash (sconfitta da una burrosa polenta di mezzogiorno) ed un'acusticissima Joanna Newsom (sacrificata volentieri al ritorno coi calabroni di Casate) ecco cosa prevede il menù dei prossimi due autunnosissimi mesi:
# Mercoledì 29 Settembre - Pendulum @Magazzini Generali.
# Sabato 16 Ottobre - Hayseed Dixie @Bloom.
# Domenica 24 Ottobre - Danko Jones @Tunnel.
# Venerdì 5 Novembre - Dente + Luci della Centrale Elettrica + Perturbazione @Teatro dal Verme
# Venerdì 19 Novembre - Xavier Rudd @Bloom.
# Sabato 20 Novembre - Perturbazione @Tambourine.
# Venerdì 26 Novembre - Brunori Sas @Bloom.
Siete tutti invitati.
Sarò quello a bordo pista.
24.9.10
Ok. And now?
Mesi.
Sono passati mesi. Come sempre, come mai.
E' successo di nuovo.
Volgo lo sguardo poco più indietro e mi rendo conto che ero tornato semplicemente per sparire di nuovo.
Come il sole in autunno, o la pioggia d'estate. Non era il momento.
Sono sparito proprio quando in cui ho ricominciato pian piano ad accendere la testa, nel momento in cui mi sono levato di dosso un macigno che per troppo tempo mi ha tenuto ancorato al suolo.
Ero diventato pesante. Nella testa e nel corpo.
Mi avete tirato fuori voi, strattonandomi e facendomi capire che la vita vera scorre fuori dalla finestra.
Poi è arrivata l'estate.
Ho buttato le penne ed i conti e sei iniziata tu, esperienza.
Tre mesi di intensità, sensazioni, rabbia, fatica e soddisfazioni rare.
E così come sei iniziata, un giorno d'improvviso sei finita.
Ti ho finita.
Non ho mollato.
Mi devi tre mesi.
Sono contento.
Che poi potrei anche tentare di raccontarvela un po', ma qualcuno ha già detto tutto quello che c'era da dire.
Niente di meno, ma soprattutto niente di più.
Metto il naso fuori dalla porta e sento già profumo d'autunno.
Di solito vado forte quando cadono le foglie.
Sono passati mesi. Come sempre, come mai.
E' successo di nuovo.
Volgo lo sguardo poco più indietro e mi rendo conto che ero tornato semplicemente per sparire di nuovo.
Come il sole in autunno, o la pioggia d'estate. Non era il momento.
Sono sparito proprio quando in cui ho ricominciato pian piano ad accendere la testa, nel momento in cui mi sono levato di dosso un macigno che per troppo tempo mi ha tenuto ancorato al suolo.
Ero diventato pesante. Nella testa e nel corpo.
Mi avete tirato fuori voi, strattonandomi e facendomi capire che la vita vera scorre fuori dalla finestra.
Poi è arrivata l'estate.
Ho buttato le penne ed i conti e sei iniziata tu, esperienza.
Tre mesi di intensità, sensazioni, rabbia, fatica e soddisfazioni rare.
E così come sei iniziata, un giorno d'improvviso sei finita.
Ti ho finita.
Non ho mollato.
Mi devi tre mesi.
Sono contento.
Che poi potrei anche tentare di raccontarvela un po', ma qualcuno ha già detto tutto quello che c'era da dire.
Niente di meno, ma soprattutto niente di più.
Metto il naso fuori dalla porta e sento già profumo d'autunno.
Di solito vado forte quando cadono le foglie.
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